Thorax – Cemento armato antisismico

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Dopo i terremoti in Abruzzo degli scorsi giorni, tante sono le domande che ci poniamo, ma quella più preoccupante rimane quella della sicurezza… Le nostre case sono sicure??

Una vita intera di sacrifici per poter permettersi un tetto sulla testa per poi basta una notte per ritrovarsi senza nulla…

Per noi professionisti è uno smacco non indifferente: pensiamo sempre di fare il meglio e ad arrivare a uno scopo comune, una casa per tutti…

Ma a quanto pare no… c’è chi costruisce solo per arricchirsi e non pensa a norme e regole del costruire, ma soprattutto non pensa ad aggiornarsi e ad attuare nuove tecniche di costruzione che permetterebbero il non verificarsi più questi eventi catastrofici.

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L’utilizzo del Thorax una nuova tecnologia in c.a. (cemento armato) con spirale antisismica, permetterebbe di avere nuove costruzioni più resistenti alle forze orizzontali come ad esempio quelle dei terremoti. Permette alla struttura in cemento armato, costituita da pilastri o travi, di flettersi se sollecitata da forze orizzontali ma non di cedere.

La struttura del Thorax è molto semplice. Si presenta come una lunga spirale presagomata in officina, una maglia secondaria trasversale che racchiude in sé i ferri primari e i tondini di un pilastro o di una trave,  annullando così utilizzo tradizionale  delle staffe sagomate da agganciare una ad una alla struttura primaria. La struttura a spirale permette di avere maggiore velocità nella lavorazione e di conseguenza minor costo di manodopera e di approvvigionamento del ferro e molti molti altri vantaggi per il montaggio in cantiere.

Questo è uno dei tanti esempi che permetterebbe ai progettisti moderni di ideare costruzioni adatte a fronteggiare le calamità, che sono sempre state presenti nelle nostre vite, ma che ora possiamo affrontare con maggior facilità.


1 Commento

  1. Matteo Seraceni

    Scritto il 30.04.2009 alle 10:20 

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    Interessante.
    Occorre però verificare le tensioni provocate dalle staffe interne inclinate che con questa tecnologia sono tuttuno con la maglia esterna (non vorrei che si creassero ad esempio una struttura più resistente interna all’interno di una meno fuori: un tubo dentro a un altro tubo).
    Inoltre generalmente per garantire la gerarchia delle resistenze, si raffittiscono le staffe in prossimità del nodo (cosa che mi sembra impossibile con questo sistema).
    Però il problema delle staffe nel c.a. rimane ed è uno dei più importanti da verificare in cantiere (una disposizione errata compromette la stabilità dell’intero edificio).
    A presto.

    Matteo Seraceni
    http://arching.wordpress.com/


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